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Un esperimento interessante

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Un esperimento interessante

Messaggio  Renato il Dom Feb 02, 2014 3:15 pm

Quasi 15 anni fa ebbi modo di costruire una piccola vasca a settori con dei vetri risultanti dall'assemblaggio di due bettiere da otto posti ciascuna: in pratica una mini bettiera da campo.


Lunga una quarantina di centimetri e larga 15 cm, questa vaschetta aveva 5 cm di spazio posteriore libero per contenere solo acqua ed un riscaldatore: in pratica un serbatoio di acqua (riscaldata) per i cambi. Il resto dello spazio interno era suddiviso in 4 settori della larghezza di 10 cm x 10 con un'altezza d'acqua di altrettanti 10 cm. Quindi alcuni centimetri di cornice libera ed un coperchio di vetro smerigliato. Il riscaldamento, come si sarà capito, avveniva per contatto tra l'acqua riscaldata nello spazio retrostante e gli scomparti sul davanti.


Ora l'idea che venne ad entrambi, quasi immediatamente, fu quella di adibire questa piccola struttura in vetro come vasca di cura per eventuali Betta splendens che si fossero ammalati nelle due bettiere principali appena costruite. E così feci ma con un piccolo cambiamento di programma. Ma prima, un piccolo passo indietro...

Sono stato da sempre interessato, unitamente alla riproduzione dei soggetti da me allevati, alla cura delle patologie ittiche. Ora questo mio interesse si rafforzò notevolmente dopo la lettura di diversi numeri dell'allora rivista Discus Notiziario in cui autorevoli allevatori e biologi scrissero riguardo la cosiddetta pressione batterica che si verificherebbe allorquando in un acquario una batteriosi od una parassitosi prendessero il sopravvento nonostante cure adeguate. La ragione di questa esplosione epidemica, secondo questi autori, era da identificare proprio nel sistema acquario ed in una sua erronea gestione. Che voleva dire ciò? Significava che l'acquario in sé (con la ghiaia, le piante e gli oggetti d'arredamento) era già da considerare come un'enorme mangiatoia per batteri e parassiti evntuali. In più una sovrapopolazione ittica, nel caso di una malattia, avrebbe facilmente dato il colpo finale. I suggerimenti scritti erano vari: grossi cambi d'acqua (per ridurre il numero dei batteri o parassiti) e medicinali, così come trasferimenti dei soggetti più colpiti in vasche nude dove evidentemente la pressione batterica o parassitaria esterna al pesce fosse nulla ad eccezione degli organismi che lo stesso avesse sulla sua epidermide.


Quindi, con quella mini bettiera davanti ai miei occhi, decisi di seguire una mia idea al riguardo e cioè cosa sarebbe successo se avessi potuto spostare un pesce in una costante acqua pulita e priva di organismi patogeni. Una volta avviata questa vaschetta, l'occasione di provare quest'idea non tardò a manifestarsi in un Betta assalito da ife fungine su corpo e pinne. E cominciai l'esperimento...


Questo pesce fu alloggiato nel primo scomparto a sinistra e aggiunsi all'acqua solo un pizzico di sale grosso. La temperatura dell'acqua era di 25 gradi costanti e fu alimentato con chironomus surgelati e piccolo bocconcini di carne magra. Già dopo 24 ore potei notare una riduzione delle ife e subito lo trasferii nel secondo scomparto in acqua pulita e stagionata. Aggiunsi di nuovo il pizzico di sale grosso. Il terzo giorno questo pesce era quasi "pulito" e lo spostai nel terzo scomparto dove aggiunsi di nuovo del sale. Nel frattempo proseguivo con solo carne magra in quanto i chironomus tendevano a sporcare un po' l'acqua priva di qualsiasi filtrazione. Il quarto giorno questo Betta appariva perfettamente in salute e privo di qualsiasi segno della malattia precedente e fu pescato e mosso nel quarto settore dove lo tenni per due giorni senza più ulteriore sale. Dopo altri due giorni tornò da dove era venuto (cioè una delle bettiere più grandi) perfettamente guarito.
L'esperimento era riuscito? Sicuramente si, data la velocità di guarigione. E' da dire che in una delle due bettiere da dove era stato tolto ho impiegato ben due settimane per salvare 5 altri Betta afflitti dalla stessa patologia e con l'uso di un medicinale specifico. Malgrado entrambe le bettiere principali contenessero solo acqua riscaldata e nessun materiale di fondo. Si trattò in quel caso di pressione batterica? Certo che si, a quel punto.


Comunque era necessario fare un altro tentativo e questa volta con una "bella" parassitosi tipo Costiasi o Ichtyo. In un negozio del settore vidi in una vasca di Guppies una povera femmina con degli evidenti ed estesi puntini bianchi e me la feci regalare. Tornato a casa la sistemai come con il Betta e aggiunsi il solito pizzico di sale. Questa volta andò ancora meglio del previsto perché in sola mezza giornata vi fu la riduzione del 50% dei puntini ed in serata la trasferii nel successivo scomparto. Alla fine del secondo giorno la Guppy era completamente guarita e dei puntini neanche l'ombra. Ad ogni modo proseguii nel trattamento (a base di sale) muovendola per altri due giorni e alla fine la inserii, perfettamente in salute, in un acquario con Caracidi dove visse per altri due anni. Tengo a precisare che in spazi di 10 x 10 cm non ebbe mai a soffrire di ossigenazione conservando sempre una respirazione regolare. Ed era acqua totalmente ferma.


Ora: qual'e' la morale di questa storia? La morale e' possedere sempre una vasca cosiddetta di quarantena o allevare pochi pesci. Non vi sono altre soluzioni. Più pesci avete e più pericoli correrete in caso di malattie. Per me questo esperimento e' stato di grande insegnamento e mi ha fatto capire molte più cose di quelle che avrei potuto capire senza.


Alla prossima con un'altra esperienza "fondamentale" della mia acquariofilia.
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